You are viewing [info]starvingdogs's journal

Starving Dogs [entries|archive|friends|userinfo]
- Infami. Ignoranti. Asociali. Vigliacchi.-

[ website | Bullshit. ]
[ userinfo | livejournal userinfo ]
[ archive | journal archive ]

Links
[Links:| Guess what? We're into MYSPACE. Ha! YT Channel - Live videos ]

Primarie del Pd: come praticarsi buchi nel cranio con trapani arrugginiti per svago o per profitto. [Oct. 27th, 2009|11:33 am]
[Tags|]

(copio e incollo questa tediosa prolisseide dalla nota di facebook scritta alla vigilia delle primarie del Pd. non ho voglia di emendare i miei giudizi affrettati. tanto per dire che a me i ricatti morali danno solo sul cazzo, con buona pace di leonardo e del suo entusiasmo.)


Allora, ho letto sta roba qui e mi sono detto dai, tempo da perdere ne ho fin troppo, vediamo di analizzare stammerda punto per punto, giusto in tempo per la fine della campagna elettorale.
Argomento: le primarie del PD.
Domanda:

Perché non voterai alle primarie?

1) «Perchè non sono del Pd» Questa ha tutta l’apparenza di essere un’ottima risposta, ma Gilioli dice che no, se vogliamo “mandare a casa la cricca del Cavaliere, serve anche un forte partito d’opposizione come il Pd.” Il grosso delle cagate fallacie logiche di tutto l’articolo sono contenute proprio in questa proposizione. Notiamo qui che la forza del Pd viene mostrata come assiomatica, come se la somma delle singole parti (che condividono il solo proposito di “mandare a casa la cricca del Cavaliere”, eh, sia chiaro) di cui è composto questo partito-blob fosse una costante immutabile. Quanto questo sia falso è stato ampiamente dimostrato dalla sconfitta bruciante alle politiche del 2008 che seguì la rovinosa caduta del secondo costipato governo Prodi; si può quindi dire che dal passaggio da Ulivo a Pd questo partito mutante abbia quantomeno perso una bella fetta di elettori, ma transeat, non è questo il punto. Notiamo con altrettanto interesse che il Pd viene descritto come un “forte partito d’opposizione”, non come un partito abbastanza forte da poter governare, quindi, in caso di caduta di B. nel corso del mandato, solo un tafano che ronza attorno al culo del premier e gli scassa un po’ il cazzo, costringendolo di tanto in tanto a scuotere la coda(*); ma visto che i restanti partiti non al governo sono o infinitesimi (e quindi esclusi dalle camere), oppure semplicemente l’IdV e l’UDC, questa obiezione risulta clamorosamente inutile: il Pd, sic stantibus rebus, è GIÀ il più forte partito d’opposizione, non va già bene così? Perché dovrei compiere un gesto che ha come unico fine quello di lasciare le cose come stanno? Mica il voto alle primarie aumenterà il numero di deputati Pd alle camere. Ma nemmeno questo è il punto.
Il punto è che si chiede a della gente (apparentemente agli elettori della defunta sinistra arcobaleno, o ancora più verosimilmente quelli di Di Pietro) di andare a scegliere il segretario di un partito che non hanno votato e/o che non hanno intenzione di votare alle elezioni. E perché? Perché è necessario che un partito forte si opponga al cavaliere. Oh, be’, ha perfettamente senso. Se anche tutta questa gente sente la necessità di opporsi al cavaliere MA vota altrove, evidentemente la sua necessità è già soddisfatta dai partiti che vota e del Pd non sente bisogno, specie se questo si presenta come un partito d’opposizione senza speranze di governare. Avrebbe più senso la richiesta “diventa anche tu del Pd, che così disarcioniamo Abberlustoni e governiamo tuttinsieme!” invece di questa richiesta assurda. Che interesse avrebbe, ad esempio, un elettore dell’IdV, che si è sentito sfanculare a più riprese proprio dagli esponenti del Pd, a rendere più forte quello che è già il più forte partito d’opposizione? Ovviamente nessuno.
Ma è altrettanto ovvio che questa richiesta insensata non è diretta né a quelli della Sinistra Arcobaleno (sorry guyz, non vi s’incula più nessuno, ovunque voi siate) né a quelli dell’IdV. È una mano tesa ai democristiani, e a loro soli: mi sbaglio? Per gli altri è solo un “cacciami il soldino, grazie per il tuo tempo e adesso tornatene pure affanculo”.

(*) cosa che non ha nemmeno più necessità di fare, dal momento che, davanti alla ghiotta prospettiva di farlo cadere sullo scudo fiscale, si sono dati alla macchia.

2) «Perché il Pd fa schifo» Pure questa risposta non sta bene a Gilioli, ma è un giudizio “diffuso tra quelli che vorrebbero un partito vero e non un ectoplasma”, e secondo lui “un basso numero di votanti alle primarie lo renderebbe ancora più ectoplasmatico e debole”. Innanzitutto, se ritengo che il Pd faccia schifo di renderlo più forte non me ne fotte poi granché: il problema di questo partito, per chi dà questa risposta, non è che sia debole, ma proprio che faccia schifo, due cose estremamente diverse. Se fa schifo ora che è debole e “neonato” (il nuovo che avanza, baf!), in che modo renderlo più forte dovrebbe correggere questo difettuccio? Risposta: NON PERVENUTA. Gilioli inoltre insinua che “con pochi votanti alle primarie il Pd farebbe ancora più schifo, e i suoi apparati ne farebbero carne di porco”. Evidentemente ritiene che gli stessi apparati che hanno prodotto i candidati delle primarie, impressionati da una alta affluenza, si sentirebbero il fiato dell’elettorato sul collo e sarebbero quindi spinti a rigare dritto. Cazzo, questa sì che è una logica stringente, e allora perché non tagliare la testa al toro e votare tutti per il Pdl, così Abberlusconi si sente intimorito da questo sconvolgente consenso? Ha senso esattamente quanto votare per chi non ci ispira alcuna fiducia, dopotutto.

3) «Perché è meglio Di Pietro» “Parere lecito” dice Bontàsua Gilioli, “ma l’Idv da sola non costituirà mai un’alternativa a Berlusconi: che si può immaginare invece solo con un Pd robusto.” E perché non con un IdV robusto, per dire? Se rendiamo abbastanza forte un qualsiasi partito non al governo, dopotutto, stiamo creando una forte opposizione al Pdl; quello che manca in queste argomentazioni è la risposta alla domanda: perché proprio il Pd? Che idee mi veicola il Pd per dirsi un’alternativa a Berlusconi migliore di quella offerta da chiunque altro? Ma la necessità di questo Pd è data come assioma, quindi a fare ste domande perdo il mio tempo.

4) «Perché tanto non serve a niente» Eccoli, i soliti disfattisti! Rinunciamo anche alla speranza di un mondo migliore senza Abberlustoni, rinunciamo anche a mangiare e respirare e chiavare perché tanto il sole si spegnerà e l’universo imploderà, bravi, fate così che siete già MORTI DENTRO! Insomma non è detto che serva a qualcosa ma bisogna tentare, altrimenti siete l’Italia Che Non Vuole Bene! Bene, a parte il fatto che ci si è già tentato più volte e il risultato è stato puntualmente l’equivalente di un kayak che precipita da una cascata di cagarella per frangersi su scogli di stronzi duri e aguzzi, che le cose stavolta andranno diversamente me lo devi dimostrare, Pd, non puoi sperare che ti creda sulla parola. La prima volta che siete saliti al potere da brava sinistra moderna e dinamica avete inventato il precariato, ponendo le basi future per la completa e sistematica distruzione delle speranze e di una qualsiasi pianificazione di vita per la gente della mia generazione (no, dare la colpa alla destra di averla addirittura peggiorata non funziona: da una destra era lecito aspettarsi una riforma del genere, DA VOI NO, ecco dove sta la differenza), la seconda volta avete messo Mastella alla Giustizia e liberato, mediante l’infame indulto, migliaia di assassini, ladri, stupratori (tutti poi tornati dentro dopo aver commesso altri reati che semplicemente non avrebbero avuto luogo se non aveste partorito questa cagata) di comune accordo con il Pdl. Insomma, non mi si dà una sola ragione di credere che il Pd sia un’alternativa alla destra, e se ritengo che queste pagliacciate di primarie siano inutili sono pure “l’italiachenonvuolebene”. Ma andate un po’ a fare in culo, su, da bravi.

5) «Perché non mi piace nessuno dei tre candidati» …ma comunque è meglio uno qualsiasi di loro piuttosto che Abberlustoni, no? E spendere due parole per spiegarmi il perché di questo invece di darlo per scontato, quando? Mettiamo che uno ritenga che un momento di crisi economica mondiale richieda un governo stabile seppure merdoso (sempre usando la logica del “meno peggio” alla base di tutto ciò) e che trovi che il più grande partito d’opposizione in Italia, data la sua storia recente fatta di dissidi interni e di impossibilità di prendere una decisione netta e condivisa, non risponda a questo requisito, che si fa? Si potrebbe magari epurare dal Pd, in seguito alle primarie, tutti quelli che remano contro in modo da poter sostenere delle posizioni chiare e condivise (hint. BINETTI FUORI DAL CAZZO A FARE STAGE-DIVING SUI CARCIOFI, per dirne una a caso). Ecco, per quanto discutibile, questa potrebbe essere una valida motivazione per un fesso a caso come me; dire “ah ma anche se facciamo cagare noi siamo i power rangers e siamo il bene” no. Si dà sempre per scontato che chiunque sia meglio di SB, e si dà per scontato che sostenendo uno chiunque di questi il partito si rafforzi e assuma improvvisamente dei contorni più definiti, come se un leader forte nel Pd potesse davvero intimidire gli esponenti di queste correnti e farli “rientrare nei ranghi”. Beh, a me non pare proprio. Nemmeno Prodi, che le elezioni le vinse due volte, ci riuscì. Vogliamo poi far notare quanto sia insensato tirare fuori l’argomentazione “sì ma chiunque è meglio del capo del Pdl” quando si tratta di scegliere il leader del Pd e non quello del Pdl? Sì, dai, facciamolo notare.

6) «Perché sono tutti stronzi (quelli del Pd)» Gilioli dice banalmente che “ci sono stronzi e non stronzi, come in tutte o quasi le organizzazioni” (notare il “quasi” eh, questa è classe ragazzi, ci si deve stare a pensar un po’ su: ma intenderà dire che ne esistono anche di prive di stronzi o che alcune incarnano il male supremo, l’esercito di Chtulhu venuto dal fondo dell’abisso a schiavizzare l’umanità?), e che “probabilmente è il Pd nel suo complesso a essere meno stronzo del Pdl”. Il punto è: il coefficiente di merda presente nel Pd è tale da indurmi a preferire l’idea di piantarmi forchette arroventate nello scroto piuttosto che votare, oppure no? La domanda non è banale, dal momento che l’astensionismo è in crescita, come lo è la Lega. Magari molti hanno deciso di votare Lega invece che Pd, per esempio. O magari nel Pd si è superato il limite, con baciapile, monaci flagellanti e fottuti medici obiettori di coscienza che ESCONO DALLE FOTTUTE PARETI.

7) «Perché il Pd non dà alcun fastidio a Berlusconi» Qui riconosce che “in effetti, finora, il Pd non ha dato granché fastidio a Berlusconi”, ma anche che “chiunque venga eletto, gli si starà con il fiato sul collo perché non ripeta le penose esperienze del passato”. E perché mai, di grazia, premiare un partito andando a votare alle sue primarie in 3 milioni dovrebbe portarlo a correggere la rotta e a non ripetere le penose esperienze del passato? A me suona più come “bravi ragazzi continuate così che andate forte! Proseguite nel far pacatamente notare che ha moderatamente torto su alcune questioni, al Cavaliere! Ditegliene quattro a Ballarò!” Sapete un ottimo modo per costringere un partito a correggere la rotta? PUNIRLO DISERTANDO LE URNE.

8) «Perché tanto vince D’Alema che è un inciucione, e queste primarie sono una farsa» La controargomentazione sarebbe che “anche se vincesse Bersani, tanto maggiore sarà il risultato degli altri due candidati tanto più difficile sarà per D’Alema ritentare vecchi inciuci.” Ah sì? E in che modo, teletrasportando lui e tutta la sua corrente in mezzo all’Oceano Indiano? Continueranno ad esistere anche dopo le primarie, o Franceschini ha in mente di usare metodi poco ortodossi per sbarazzarsi dei dissidenti?
Detto questo, spenderei due parole su queste primarie. Da poco ho letto (non ricordo i dettagli al momento) che uno dei candidati si sarebbe lamentato del maggior numero di manifesti in dotazione a uno degli altri, e che la cosa non fosse corretta. La par condicio all’interno del partito. Cristo. Chiunque sia l’imbecillone, evidentemente non ha idea di come funzionino le primarie negli USA. Lì non solo i candidati e tutto il loro staff devono sbattersi andando in giro per gli USA per mesi e mesi, ma devono pure convincere fior di finanziatori a cacciare la grana per sostenere la loro campagna elettorale (in cambio di appoggi politici e di riforme che ne garantiscano un ritorno economico, of course, che mica lo fanno per simpatia: è un investimento, si parla di campagne elettorali da centinaia di milioni di dollari, eh). E non è che stiano a farsi la staffetta e a massaggiarsi le palline reciprocamente, ma si prendono a mazzate sulle gengive per mesi, sputtanano l’avversario sui giornali, tirano fuori torbide storie che si credevano sepolte, in parole povere giocano sporchissimo. Qua la campagna elettorale dei fantastici eroi della democrazia consiste nell’usare un’intonazione diversa nel dare addosso a Berlusconi, e mazzate sulle gengive manco a parlarne. Dove sarebbe la sanguinosa lotta fra queste correnti interne del Pd? Queste non sono le primarie, questo è il gioco delle tre carte.

9) «Perché il Pd non ha fatto la legge sul conflitto d’interesse» Beh dai, può capitare a tutti di distrarsi, ti fai prendere troppo dalle creme solari, dalle ciabatte e dal doposole da mettere in valigia, poi ti metti in strada e al casello –to’! ci siamo dimenticati il gas aperto, accidenti! Uno si fa prendere dal troppo lavoro ed ecco che come niente ehi, è già il 2001 e ci stanno di nuovo le elezioni, meno male che almeno siamo riusciti a introdurre per tempo il Pacchetto Treu in modo da rendere il mondo del lavoro più liquido e al passo coi tempi, in linea con le nuove sinistre liberali occidentali! Certo, ora non siamo al governo come quando avremmo potuto farla davvero, la legge, ma se contribuirete a rafforzare il Più Grande Partito dell’Opposizione state certi che ci faremo cagare sangue, ad Abberlusconi! Basta che ci sproniate un pochino ogni tanto, che sennò ci passa di mente. Oh be', fila che è una bellezza.
Piccola nota a margine: che Berlusconi possieda una grossa fetta dell’informazione e la quasi totalità delle tv è un fatto, che la gente lo abbia votato perché costretta coi fucili alla nuca è invece una manifesta stronzata. Tant’è che non tutti lo votano, ed è inutile che stiate a bearvi del fatto che la gente col cervello stia da una parte e i beoti imbecilli teledipendenti tutti dall’altra. Il fatto è che ci sono delle elezioni, e a queste elezioni Berlusconi vince. Le motivazioni che spingono la gente a votare sono mediamente stupide ovunque, perché la stupidità (come ci insegna l’imprescindibile Carlo Maria Cipolla) è ben distribuita a tutti i livelli della società: la stupidità non è condizione né necessaria né sufficiente a spiegare la fedeltà che la gente offre a Berlusconi da quando è entrato in politica, forse andrebbero ricercate altre motivazioni, magari ricercare le ragioni della sfiducia degli elettori nei propri confronti nel proprio operato passato. Ma no, perché mai, meglio atteggiarsi a paladini della libertà d’informazione, della legalità e dell’uguaglianza, che tanto si campa uguale. METTIAMOCI TUTTI I CALZINI TURCHESI DELLA LIBERTA'!
Sul potere di influenza dei media si potrebbe discutere a lungo, ma che il successo di SB sia dovuto UNICAMENTE ad essi è proprio non guardare in faccia la realtà. E piantatela una buona volta di parlare dei giornali esteri, dio Chtulhu, che avete rotto i coglioni con sto cazzo di Times di Londra : l'indignazione dei giornali esteri è irrilevante quando si arriva alle urne QUI IN ITALIA, non sono gli inglesi a votare e non saranno gli inglesi a disarcionare Berlusconi, a meno che non vogliano ritentare uno sbarco in Sicilia. Schiaffatevelo in quella cazzo di testa.

10) «Perché quelli del Pd sono deboli e assenteisti» Obiezione: "Vero, molto vero." Ok, nessuna obiezione. Segue solita tirata sul fatto che poverini, ci vuole una iniezione di autostima, andate a votare che poi si dispiacciono, sono in crisi di personalità, Bersani si taglia per sentirsi vivo, noia e palle. YAWN.

Bene, è tutto.

Link3 comments|Niente di personale.

All hail the new flesh! [Feb. 28th, 2009|04:28 pm]
[Tags|, ]

As I was walking up the stair
I met a man who wasn't there.
He wasn't there again today.
I wish, I wish he'd stay away.



Ovviamente sto buttando in modo sconsiderato i miei “ultimi giorni qui”. Come se valessero qualcosa a prescindere, potrei dire. Come se poi fosse necessario valorizzarli in qualche modo, verrebbe da pensare.
Ma la verità è che tutto ciò, l’attesa, i preparativi, i saluti, i tentativi di immaginare cosa succederà una volta lì, altro non è che un mucchietto di sciocchezze puerili, messinscene squallide messe su per un pubblico non pervenuto. Continuo a non provare assolutamente nulla, come se tutto questo stesse capitando a qualcun altro, e nemmeno qualcuno che io conosca o che mi stia simpatico, francamente. È come se vedessi un vicino di casa, uno col quale negli anni non si sia mai arrivati oltre un saluto, un sorriso di circostanza nel freddo della mattina, fare le valigie e sparire per sempre. Buon viaggio, com’è che facevi di cognome?, ah cazzo, hanno appena levato la targhetta.
Io credo di non essere qui da un bel po’, ormai. Qualcuno ha preso il mio posto, forse si tratta dello stesso che ha fatto una carta prepagata a nome mio, ci ha messo dentro dei soldi, mi ha acquistato il biglietto e poi se l’è filata. Non che la cosa mi dia fastidio, in fondo, però poteva almeno chiedermi che ne pensavo.
Comunque sia.
Io non sono qui da un bel pezzo, ma davvero non so dire dove mi trovi ora. Se c’è qualcosa di simile al Limbo credo di esserci cascato dentro, e potrei anche essermi fracassato il bacino nella caduta, perché trascinarmi da una parte all’altra è davvero difficile, ed è uno sforzo inutile. Avete presente quando, nel pieno del sonno, vi svegliate all’improvviso ma non siete spaventati da un incubo, né vi è venuta in mente qualche idea geniale o vi siete ricordati qualche scadenza (generalmente fabbricata pochi istanti prima e giustificata da ricordi lontani, anch’essi appena nati), ma semplicemente aprite gli occhi, con la fronte aggrottata, e vi chiedete “ma chi è che mi ha chiamato?” o “dunque, che stavo dicendo?” e, nonostante non vi abbia naturalmente chiamati nessuno, rimanete per diverse ore pervasi dalla sgradevole sensazione che qualcosa vi sfugga? A me capita per giorni interi, talvolta, anche trecentosessanta di fila. L’ultima volta è stata micidiale.
Mi sono svegliato più vecchio di un numero di anni che stimo dai 3 ai 4, ed ero considerevolmente più stupido, più brutto, più insignificante e noioso, un vero schifo. Come se non bastasse, al momento del risveglio non mi trovavo nemmeno nel mio letto: ero nella mia macchina, ferma, e stavo nel sedile del passeggero.
Per alcuni attimi non ho sentito nulla al di fuori di questa sgradevole sensazione di incompletezza e di disagio, mi sono guardato attorno, poi ho guardato le mie mani. Mi sono toccato il viso e il collo.
La ragazza al mio fianco piangeva e ripeteva con la voce roca scusa scusa scusa, evitando di guardarmi, la testa ondeggiava passando in rassegna me e il volante, il volante e me. Dall’auto contro la quale ci siamo scontrati, degli occhi confusi passavano lentamente da me alla ragazza, dalla ragazza a me. La gente per strada accorciava e rallentava i passi, poi spavalda si voltava nella nostra direzione, in attesa.
Il primo dei pensieri che mi trapassarono la mente fu, più o meno: “davvero un peccato non essersi feriti, un’occasione così importante avrebbe richiesto una cicatrice commemorativa”
Così, mentre la maldestra poveretta continuava a cantilenare le sue scuse, per qualche istante io mi perdevo completamente, seguendo una catena di pensieri confusi e mortiferi. Tornavo al 5 giugno 2002, ad un’altra di quelle giornate memorabili nella loro sontuosa tristezza, mattinate gonfie come pance gravide di feti deformi, piene di possibilità aperte e lasciate richiudere, opzionali passaggi su ballatoi pericolanti che crollano mentre ancora si sta lì a guardare e valutare, come le mezzeseghe che si è e si sarà per sempre, se sia il caso di passare o meno. Quella mattina, straordinariamente ricca di spunti che, come ogni buon sediciassettenne, raccoglievo per la scrittura in tempo reale della mia farlocca mitologia da quattro soldi, mi parve tanto degna di eterna memoria che decisi di rendere permanente, se non proprio il dolore, almeno il suo ricordo. Così, con una scusa qualsiasi, sfidai i miei compagnucci di scorribande a spegnersi addosso una sigaretta accesa, e al loro ovvio rifiuto lo feci ugualmente, da solo. Procrastinai a lungo allo scopo di ottenere da loro incredulità e dileggio, così da potermi prima di tutto sentire costretto moralmente a onorare i miei impegni (pena la perdita della faccia), e in secondo luogo abbastanza rabbioso da farlo con un’espressione carica di disprezzo e di sufficienza stampata sul viso. Sollevai la manica e calcai il mozzicone acceso 10 centimetri più giù del mio polso, fino a bruciare tutta la pelle e ad arrivare alla carne viva. Sul momento fu una sensazione piacevole, il dolore fu talmente forte (così lo ricordo, o così me lo sono raccontato, chissà) da costringere il cervello a spargere copiose dosi di endorfine per calmarlo, e quindi per un minuto o due fu una vera festa per i miei sensi ed il mio ego, gratificato dalle bocche spalancate dei miei amichetti e amichette. Poi vabbé, la pacchia finì presto; di certo molto prima della fine del mio obbligo morale a mantenere la stessa vittoriosa espressione sul viso. Quel giorno, incidentalmente, conobbi davvero una persona che si rivelò in seguito una figura chiave nel mio sviluppo (interrompendolo, in effetti, e rendendomi un adolescente VND), e intendo DOPO la mia tortura autoinflitta. Che formidabile intuito.
Un idiota potrebbe chiedersi allora: L’avrei mai incontrata, se non mi fossi bruciato il braccio?; L’essermi bruciato il braccio poco prima di incontrarla, non ha forse contribuito a far nascere in me una serie di aspettative irrealistiche, che hanno a posteriori riempito di predestinazione questo nostro incontro?; La bruciatura eterna avrebbe potuto rendere una “figura chiave nel mio sviluppo” una qualsiasi altra tipa mi avessero presentato quel giorno?; Ma Moccia a me quante seghe mi fa?
E così via.

Così, ecco che si torna alla macchina. Dopo tutto questo mi trovo ancora lì seduto, incapace di prendere in mano la situazione, a guardarmi attorno come un idiota e a chiedermi che cazzo ci facciò lì, quasi 24enne, senza un soldo o una cosa mia in mano, senza un’idea, senza un qualsiasi progettino concepito e poi messo in atto (o comunque a buon punto) e, per di più, dentro la macchina di mia madre, sfasciata, mentre una persona che conosco a malapena sta al posto di guida con la mia autorizzazione.
L’ultima parte è tutto sommato sopportabile, una volta che ammetti di essere stato, momentaneamente, proprio un coglione incosciente. Ma se la si somma alla prima, beh, diventa una sensazione decisamente pesante.
È così che un’idea addolcita di morte si è fatta strada dentro la mia testa. Qualunque cosa poteva apparire più sopportabile del presente in quel momento, così ho provato a immaginare come ci si sentirebbe a sapere di dover morire a breve, mettiamo dopo un mese. Chiudi i tuoi conti in sospeso, appiani i conflitti, ti sfoghi senza pudore con chi ti ha fatto incazzare, e chissà che altro ancora. Morire così sembrava una gran bella idea, specialmente eliminando il fastidio del dolore fisico che un cancro porta con sé assieme al countdown. Pensa un po’ come sarebbero emozionanti i tuoi ultimi giorni, così pieni di gozzoviglie, di pompini ottenuti per pietà, di persone che vogliono condividere del tempo con te.
E invece, eccomi qui, completamente indifferente a tutto quello che, pare, mi sta accadendo. Nessuno ha grande voglia di festeggiare, fra l’altro, perché è un periodaccio per tutti. I litigi ci sono e mi ci sfogo, sì, ma in generale pensano, a ragione, che io sia uno psicopatico che si azzuffa con un qualche drago nella propria testa. E niente donne, né per pietà, né per rabbia, né per amor. La ragazza della macchina, che forse speravo stupidamente di ingraziarmi con la concessione di un giretto, ora è rosa dal senso di colpa, e questo la rende ogni giorno più meschina, villana, insofferente. La cosa peggiore che possa capitare a una persona è subire un torto e non avere il cuore di punirlo con severità: perde la sua unica occasione di avere una qualche rivincita e insieme il rispetto dell’offensore. L’unica con la quale conservavo un rapporto decente, e che misteriosamente ho evitato per mesi, non vuole incontrarmi. Non può vedermi prima di partire, dice, perché le sconvolgerei la tranquillità precaria, perché se rimanessi qui non ci penserebbe due volte ma ora che parto non ha senso e inoltre ci ferirebbe e basta, perché di quell’altro non gliene importa nulla ma è un bravo ragazzo e non si merita il doppio gioco, non per un incontro fugace al quale non segue nulla, se non nostalgia, rimorso, e chissà che altro. E che, non ha ragione? Ne ha, ne ha. Se anche non pensasse nulla di tutto ciò, la cosa sarebbe comunque tanto piena di buon senso e di risolutezza da convincermi davvero. Mai ho desiderato tanto spezzare deliberatamente il cuore a qualcuno, presentarmi apposta per vedere le lacrime rigare il viso. Sarebbe davvero bello.
Però non lo farò, come non farò un’infinità di altre cose, e me ne starò semplicemente qui a perdere tempo fino a martedì come un maledetto idiota, a chiamare “morte” un cazzo di viaggio di lavoro, a raccogliere quel nulla umano che ho seminato in questi anni di torpore sociale, a tentare di apparire fiducioso e solare a tutti in modo da non allarmare apprensivi parenti, ai quali per quieto vivere concedo saltuariamente di regalarmi qualche carabattola di fondamentale importanza per un viaggio, come valigie, pigiami, ciabatte, spazzolini, soldi, consigli preziosi, raccomandazioni sincere, sciarpe di lana, quando in fin dei conti, al di là delle apparenze, tutto quel che serve per intraprendere un viaggio è la gelida consapevolezza di aver fatto fiasco, un tonfo secco nella ceramica del cesso, la volontà di bruciarsi la carne vecchia permettendo alla nuova di riformarsi attorno alla cicatrice.

In fondo non ci sono molte differenze fra chi ha avuto mille possibilità fra cui scegliere e le ha sprecate tutte, e chi non ne ha mai avuta alcuna. La prima condizione potrebbe essere una forma più sottile della seconda, dopotutto. Magari, senza scomodare il destino, è così per tutti.
Link4 comments|Niente di personale.

"Una dolce scia di polvere da sparo, che trasforma i sogni in mani mozzate." [Feb. 7th, 2009|02:24 am]
[Tags|, , , ]
[Current Mood |bitchy]

Inizi a realizzare che qualcosa davvero non va in te, quando ti incazzi a morte alla vista di roberto “la metà marcia di Two-Face moltiplicata per due” cota che esprime il suo punto di vista su ciò che è etico fare delle macerie di Eluana Englaro su 3 telegiornali di fila; quando ti imbestialisci vedendo movimenti di camera, naturalmente dal basso e con l’effetto lucignolo, su campi incolti e ferraglie arrugginite (altrimenti il mongoloide davanti alla tv non afferra che qui si parla di periferia degradata e di violenza(*)) in ogni servizio riguardante stupri; quando ti alzi dalla tavola, chiudi gli occhi e corri per casa mentre ti batti sulle orecchie urlando BABABABAABABA appena senti parlare dello scandalo più clamoroso della repubblica, “l’archivio del dottor Genchi”, neanche stessimo parlando di una chiave usb contenente un backup completo del subconscio di Andreotti. Poi invece nel giro di dieci giorni ti sfasciano la macchina, ti crolla un muro in cortile, incontri per strada uno stronzo sciroccato che ha aspettato tre interi anni per minacciarti di morte e riesci a cavartela a chiacchiere, e la cosa sembra non toccarti affatto.
Solo che non è mica facile capire di che problema si tratti. Affrontare gli amari cazzi della vita con un certo distacco, in fondo, porta dei vantaggi notevoli in termini di lucidità e freddezza. Quel che non riesco a capire è perché io diventi una belva che ringhia odio di fronte alla malafede, alla volgarità, alla sfacciataggine, al qualunquismo e alla ferocia idiota e fascista che i miei connazionali mi sbattono in faccia in tv ogni cazzo di giorno, mentre tutto ciò che la “vita vera” (tsk!) è capace di suscitarmi è un istante di sorpresa smorzata, un vago fastidio: sbuffo un po’, impreco due tre volte, poi basta, una scrollata e hop, l’uccello torna dentro la patta. Non può essere normale, penso, che coesistano l’apatia nel quotidiano e la rabbia quando, ad esempio, si discute delle elezioni regionali che si terranno qui fra dieci giorni(**).

Poi qualcosa nel pensiero appena messo per iscritto mi mette in allarme. Aspetta, accidenti, ho come la vaga impressione di aver pensato una enorme stronzata, ma non mi è ancora chiaro il perché.
Dopo averci dormito su, realizzo che –cazzo, il problema sta proprio qui! Però non è il mio problema, ma quello di un po’ tutti gli altri: si sono lasciati convincere, o –chissà!– forse hanno fatto tutto da sé, che la loro inutile vita privata abbia una qualche importanza oggettiva, che i piccoli drammi che devono affrontare ogni giorno e deviano, anche in maniera minima, la routine dal suo corso naturale, siano davvero le uniche cose che contano al mondo. Perché ognuno di noi è speciale e unico, ognuno ha redatto una lista di piccole cose della vita che è convinto di apprezzare solo lui, in quell’ordine e quella particolare combinazione, tutti siamo pieni di piccole idiosincrasie che ci rendono un esercito di piccole umide Amélie dal sorriso maliziosetto, ognuno col proprio cucchiaino in mano, pronti a rompere la crosta della nostre créme brûlée e ingozzarci avidamente del liquido seminale aromatizzato all’aids sottostante. Il resto vada a farsi fottere, chi cazzo se ne frega se accade qualcosa al di fuori dalle mura di casa: ehi, sono una goccia nella pioggia, certo, ma IO mi schianto al suolo con un’angolazione tutta mia e solo IO colpisco esattamente quel punto del marciapiede! Le questioni di principio impallidiscono di fronte al miracolo della predestinazione, al disegno divino che mi ha portato qui ed ora a piangere davanti insieme alle sopracciglia di marco carta e alle sue speranze irrealistiche.
Perché è questo modo di percepire le cose, e non il mio, il problema: io stesso, vivendo in un contesto simile, mi sento inconsciamente fuori dalla norma quando non riesco a dare tutta questa capitale importanza alle quattro cazzate che si sono succedute in questi giorni, oppure se non riesco ad attaccarmi morbosamente alle persone (o alle idee) solo perché si è passato del tempo, qualsiasi tempo, insieme, e soprattutto se non trovo la mera appartenenza alla stessa specie un motivo valido per distribuire a piene mani “rispetto” e “comprensione” a un branco di bastardi ignoranti e vigliacchi, pronti a barattare tutta la libertà e la bellezza nel mondo per la momentanea vampata di calore e gioia conferita dallo stare assieme, tutti nello stesso posto nello stesso momento, a fare la stessa cosa, quale che essa sia.
Applaudire. Pregare. Protestare. Pregare per protesta. Indignarsi. Lanciare pietre agli stupratori. Lanciare monete ai ladri. Intenerirsi per qualche caso particolarmente toccante.
Beh, andate affanculo, tutti assieme entusiasticamente: io non mi diverto più nemmeno a pogare ai concerti dei Discharge per colpa vostra, non venite a cercare rispetto e comprensione dal sottoscritto. È come se mi aveste cauterizzato le papille gustative e devastato l’olfatto, non ci provo più gusto.
Anche io qualche volta mi lascio trasportare dalla foga del momento, anch’io ogni tanto ragiono col pene, anch’io spesso parlo senza aver pensato. Solo, non faccio un vanto delle mie pulsioni da uomo delle caverne, non credo che qualunque mia manifestazione di stupidità sia comunque degna di rispetto e meritevole dell’attenzione altrui, non sventolo con fierezza il vessillo dell’irrazionalità suonando la carica dell’onda emotiva contro le armate del buon senso, ma soprattutto non credo che i più scellerati fra i miei sentimenti siano tuttavia, in quanto miei, fottute medaglie da appuntarmi al petto, esattamente come non ritengo la merda e il piscio lodevoli espressioni dello spirito umano. Anzi, credo proprio che solo il superamento di questa cazzo di deriva sentimentale possa salvarci dal baratro, ma dopotutto, tsk, nessuno ha dato retta a Silver Surfer.
Non dico di reprimere tutto ciò, tanto meno il piscio e la merda, per carità, ma è una pretesa eccessiva aspettarsi che piscio e merda si lascino fuori da certe questioni?

Io, e dico davvero, non so più con chi parlare, e man mano che passa il tempo non mi viene più nulla di interessante da dire su alcunché. Forse è la mancanza d'allenamento. Ogni discussione va sempre in merda a un certo punto, e fin qui pazienza, ma questo certo punto viene raggiunto sempre prima nella discussione, man mano che passa il tempo. Può darsi che sia colpa mia, non nascondo di fare veramente cagare come oratore, ma non parlo solo delle discussioni nelle quali sono coinvolto io; ho come idea che sia una sorta di tendenza generale, come se ognuno ricostruisse nella propria quotidianità lo schema tipico di uno scontro su ballarò e porta a porta. E così passa la voglia di discutere, ma d’altronde di che cazzo vuoi parlare, non sono affari nostri, non ce ne importa una sega, perché mai litigare per colpa loro, tanto si sa come va, apri un’altra birra, appiccia un altro porro, succhiami un altro po’ il cazzo e stiamo tutti tranquilli. Non riesco nemmeno a prendermela con qualcuno in particolare, in effetti ho come l’impressione che la gente con la quale mi incazzo sia più giovane e ingenua di me. Sembra di essere circondati da quindicenni, in effetti. È come tentare di scippare una vecchia, che però reagisce e ti picchia. Prendi berlusconi, come fai a metterlo fra i vecchi? È sempre conciato, e parla, come un giovane rampante degli anni 80, infiamma la folla con toni da futurista e offre un immaginario che, partendo da un’attualità descritta come la contea di Tolkien, abitata da gente tranquilla ma in grave pericolo d’invasione esterna, indica come punto d’arrivo una cappella sistina televisiva popolata di brave massaie laboriose e sorridenti, giovani speranzosi e bravi industriali produttivi, serviti con riverenza e rispetto da negretti allegri e colorati. Cristo, come puoi batterlo?
I vecchi malvagi devono essere ammuffiti, laidi, torvi e pieni di segreti, dotati di una parlantina contorta, devono sedurti col loro fare aristocratico e luciferino! Ma questi vecchi di adesso, dove li collochi (escludendo come soluzione “una chiatta da abbandonare al largo del Mare del Nord, da dare in seguito alle fiamme”)? Ti lasciano interdetto, perché sono volgari, violenti, sono milioni tutti attorno e sono imbestialiti perché “si sono rotti il cazzo”. Schiumanti e completamente privi di un qualunque principio morale che non sia condensabile in “non rompetemi i coglioni io mi faccio i fatti miei e voi andatevene affanculo”, quando si toccano certi temi sono del tutto indistinguibili l’uno dall’altro, qualunque sia il predicatore che decidono di acclamare. E soprattutto, sono indistinguibili dai loro figli e nipoti. Parli con un berlusconiano di 70 anni, con un fanatico di grillo di 20, con un leghista di 40, e li senti esprimersi con gli stessi toni, impostare il discorso allo stesso modo, ed è anche inutile controbattere, non puoi farli ragionare né metterli in difficoltà, tutt’al più puoi confonderli come si fa coi gatti. O andargli addosso con la macchina, come si fa coi gatti.
Fanculo sti moderati della minchia, erano meglio i fasci e i marxisti-leninisti.

Sinceramente non so che conclusione possa avere questo discorso, non riesco davvero ad articolare le mie idee sul Paese, sulla Sardegna, in questi giorni. Ogni volta che provo a mettere a fuoco il mio punto di vista perdo completamente l’oggettività, ogni tentativo di analisi diventa un’invettiva, esattamente come ogni tentativo di dialogo sfocia in rissa.
A me l’Italia sta facendo davvero male, ultimamente. La Sardegna, poi, neanche a parlarne. Col bisogno di cambiare aria che ho, l’idea di aver acquistato pochi giorni fa Il Biglietto mi rasserena come sapere di avere un altro po’ di ossigeno nella bombola, mentre osservo i riflessi del sole danzare 20 metri sopra di me, sul pelo dell’acqua.
Ora vado a sparare ai gatti che si accoppiano, urlando, fuori dalla mia finestra.

_______________________________________________________

(*) è una cosa alla quale ho pensato varie volte: ma i cliché come questo da dove nascono? L’hanno inventato a tavolino, l’hanno preso da un film, hanno affidato a degli scienziati inglesi uno studio specifico per stabilire quale movimento di camera ispira al pubblico l’atmosfera torbida e squallida da “teatro di uno stupro di gruppo”, cosa? È possibile manipolare, proprio nell’immediato, il cervello degli italiani? E se fosse possibile, non li si potrebbe convincere, tutti e 60 milioni, di essere dei lemmings?

(**) io ci ho anche provato a scriverlo, un post su ugo cappellacci e sulla sua orribile, ridicola, vergognosa campagna elettorale, ma ogni volta mi blocco. È una faccenda talmente miserabile e squallida che mi riesce difficile anche mettere a fuoco il mio punto di vista. Ogni volta che penso che quel cazzone inutile (che fino a pochi giorni fa faceva i comizi muti accompagnato dal padrino) diventerà governatore di questo schifo di isola, beh, mi spezza il cuore. Non odio così tanto questo posto.
LinkNiente di personale.

Vagonate di Cazzacci Miei™ (punteggiati di Flebile Speranza©) [Dec. 16th, 2008|08:09 pm]
[Tags|]
[Current Mood |horny]
[Current Music |Tragic Mulatto - Italians Fall Down And Look Up Your Dress]

Questo periodo è frammentario, improduttivo, caotico. Non sarò certo io a sconvolgere l’ordine naturale delle cose organizzandone il resoconto in maniera coerente.

Recentemente hanno avuto luogo numerosi eventi rilevanti. O meglio, un numero relativamente grande di.
Il primo in ordine di tempo è che ho quasi dato alle fiamme la mia camera da letto a causa di una sigaretta spenta male.
Che cosa buFa! )

Poi che altro.
Beh, una sera in sala prove abbiamo litigato di brutto fra noi, noi della BEND.
E sai che novità! )

Ma comunque. Andiamo di Aneddotica Sparsa.
Aneddoto Uno: voyeuristico-amoroso )

Aneddoto Due: folklore, uzi & costumi )

E poi niente, adesso dovrei andare a fare prove in sala e non ne ho la minima voglia. Ci sarebbe anche dell’altro e delle note sparse, ma capirai l’importanza.

UPDATE NOTTURNO: A rileggermi, do l'impressione di stare uno schifo. Invece il mio umore è buono, aver smesso di fumare mi ha reso la voce potente come non l'avevo da anni (provata oggi), ho fatto amicizie, ho fatto pace con persone che avevo trattato di merda, mi stanno venendo addirittura delle idee. Inoltre, sabato mi sono divertito davvero molto, e giuro che non mi capitava una tale combinazione di cose da anni.
Solo che è tutto contorto, senza capo né coda. Come posso fissare le mie impressioni su un form LJ o un qualsiasi altro supporto? Non riesco a capire. Maledizione.

Finisci in fretta, duemilaotto del cazzo.
Link2 comments|Niente di personale.

[il misogino] - A sock monkey filled with Xanax, pt. 4/4 [Oct. 1st, 2008|12:07 am]
[Tags|]
[Current Music |Aphex Twin - Tamphex (Hedphuq Mix)]

Ok, il velo di Maya è squarciato, attraverso lo strappo la vera natura dei gravosi impegni che hanno occupato le ultime ore della mia ospite si fa manifesta.
Molti, davanti a una simile epifania, rimangono interdetti. Non io, che dispongo di amici immaginari che mi danno ottimi suggerimenti davanti a problemi etici di questa portata. Così chiamo a raccolta Seth Putnam e Fabio Fazio e chiedo loro consiglio. Seth sa sempre cosa fare: mi suggerisce di gridare che schifo cazzo!, almeno raschiare via la merda dal wc prima di uscire, brutta mentecatta, mi hai pure fatto aspettare ore per vedere la tua lurida merda!, e poi andare via sbattendo la porta, mentre lei scoppia a piangere. Poi tornare dentro, picchiarla, violentarla e picchiarla ancora. Fazio invece propone di abbassare i toni, in fondo non è una tragedia, può capitare, la cosa migliore è far finta di niente e tornare di là dopo essersi solo sciacquati la faccia.
Beh grazie dei consigli del cazzo, coscienza. Seth dice il giusto, ma se la mia libido in questo momento potesse essere disegnata il suo aspetto sarebbe questo. E senza stupro avrebbe poco senso. Quella di Fazio non tiene in debito conto i dolori della mia vescica. Mica posso pisciare e lasciare lì la cacca facendo finta di niente, voglio dire mica sono il vero Fazio. Dovendo trovare un compromesso, decido di puntare la pipì proprio sulla pista d’atterraggio stronzi che fa bella mostra di sé sulla ceramica, per dargli almeno una robusta sgrossatura. Ma quella specie di altorilievo pare avere la stessa consistenza del frontone del Partenone, il mio fiero getto pare non scalfirlo nemmeno. Mi tocca darci dentro con scopettone e olio di gomito.
È curioso come il mio animo vile, inarrivabile nell’arte di trovare pretesti per levarmi di culo quando mi chiedono un favore urgente, si blocchi in situazioni che richiederebbero proprio l’aiuto di una scusa balorda, tipo mi hanno appena chiamato c’è mio zio in ospedale. Invece eccomi qui a raschiare scagazza non mia in nome del quieto vivere. Com’è buffa la vita!
Esco da lì con una faccia che io credo inespressiva e cordiale, in verità dev’essere assai allarmata perché La Pazza mi chiede immediatamente vuoi qualcosa da mangiare, da bere? Io ripeto che no, non voglio niente (a maggior ragione, ora), così lei, molto premurosa, per sincerarsene me lo chiede una terza volta. Io dico no per la terza volta, e lei sicuro?, SÌ cazzo, sono sicuro, il solo pensiero di cibo mi fa venire i conati.
Mentre ci sediamo grosso modo al centro della stanza vuota, sento il pubblico in sala che urla NO! Che fai cretino, scappa!, ma non do loro ascolto, così iniziamo a discorrere di metafisica, alieni e pranoterapia, in ordine sparso. Io mi ero preparato su Nietzsche ripassando i testi di Marilyn Manson ma pazienza, cerco di spostare la discussione su un campo a me più congeniale, ossia il rapporto fra Xenu e la continuità dell’universo Marvel. È un’ora di intensi scambi, che mi vedono ruleggiare e far mostra delle mie innate doti di fuffologo con tecnicismi d’alta accademia, che inebriano la mia interlocutrice. Ma, ormai prigioniero delle spire dell’idra, perdo di vista il mio scopo primario: fuggire alla svelta. Sono entrato troppo nel personaggio e la mia mente è debole.
E proprio a questo punto inizia a parlarmi di sé, e ci spostiamo sul divano. Sai dice, io vado dallo psichiatra da sette anni, ah dico, davvero?, che cosa buffa!, ahah già, e prendo anche medicinali che mi calmano, ho tentato il suicidio varie volte negli anni passati, ma ora credo di stare raggiungendo un equilibrio, oh ma bene, è una bella cosa, fa senz’altro bene alla propria salute gettarsi a peso morto in uno spiritualismo condito da chili di fuffa orientaleggiante, se ti tiene lontana dal suicidio. Lei è d’accordissimo, e aggiunge che questo malessere la stava portando sulla strada della perdizione, conduceva una vita amorale e si sentiva sporca, e io scusa ma amorale tipo come?, eh tipo che scopavo con tutti, col primo che mi capitava, a volte anche due alla volta, e non prendevo precauzioni di alcun tipo, mi ubriacavo e mi spogliavo in pubblico e cose così, ora però ho deciso di darci un taglio, basta sesso, basta, basta e ancora basta. Vuoi qualcosa da mangiare, da bere?

NO GRAZIE NON HO FAME. )

Link3 comments|Niente di personale.

[l'angolo del misogino] - Sarò greve. (pt. 3 di 4) [Sep. 29th, 2008|04:04 pm]
[Tags|]
[Current Music |Anal Cunt - In My Heart There's a Star Named After You]

Passano giorni, settimane, insomma un anno intero e qualcosa in più. Nel mezzo, un bel mucchio di cose. Non una ma ben due riconciliazioni con la tipa dei fantasmi, entrambe finite in modo squallido. La seconda volta s’era fatta i capelli come dolph lundgren, e io ma perché?, e lei volevo provare come mi stavano, no ma ti stanno benissimo eh, davvero, ti fa molto androgina, ah grazie. Per lei era un gran complimento. Solo che a me le androgine fanno proprio schifo al cazzo, porco giuda, già era algida e marmorea, ora le mancava solo il cazzo e potevamo giocare a biliardo assieme. Quindi durò poco. Oltretutto lei stava facendo tira e molla con un nano pelato, più vecchio di lei e di me di svariati anni, schizofrenico e dipendente all’ultimo stadio dalla cocaina, e alla fine ha preferito lui a me.
Mi sono fatto da parte, obiettivamente era una bella coppia.
Poi ci sono state non una ma ben due grandi storie d’amore. Due esperienze molto importanti, sofferte, che mi hanno insegnato molto. Ma con due aspirine e una bella sudata l’esperienza mi è passata subito. E così, immemore e fiducioso, mi rimisi in contatto con La Pazza.
O meglio, lei mi chiamò per darmi il suo msn. Ci eravamo sentiti altre volte, ma molto di fretta. Comunque sia, parliamo per un po’, io nemmeno mi ricordavo come cazzo fosse fatta, mi mostra un set fotografico di lei in costume e penso apperò, belle tette! Così si decide di incontrarsi.
La sera dell’incontro salgo in macchina e vado a Cagliari, con un po’ di anticipo. La chiamo e le dico hey, sono in città, tu quando scendi?, e lei guarda, mi dispiace un casino, ho problemi e non posso scendere, io penso merda, un pacco, che palle, e dico va bene, dai non fa nulla, sarà per un’altra volta, (muori urlando) e lei nonononono figurati, facciamo che vieni a casa mia e ci mangiamo una pizza da soli io e te, ripeto da soli io e te. Ah.
AH!, dico io, pensando d’essere finito sul set di American Pie, FANTASTICO, A CHE ORA PASSO?, dai passa fra un paio d’ore che sbrigo una faccenda, non ti dispiace vero?, NONNO’ ASSOLUTAMENTE ALLORA A FRA DUE ORE EH? UN BACIONE!
E vai, porca vacca, un tétatèt, un ràndeview. Però ora ho tempo che mi avanza e il paese dove abita è lontanuccio, così penso di usare sto tempo per incontrare un mio Carissimo Amico che abita nei pressi per raccontargli sta cosa, così gli scrivo ehilà Carissimo Amico che ne dici di farti una birra che sono nei pressi?, lui no grazie, non ho voglia di vedere nessuno, non sono dell’umore giusto, io uh, cazzo mi spiace, hai casini?, non ho voglia di parlarne, scusa, ah ok, faccio io, se hai voglia di fare due chiacchiere dimmi eh, sì sì, come no, ciao. Poveretto pensai, chissà che storiacce. In verità quel Carissimo Amico mi odiava, ma ancora non lo sapevo.
Comunque. Dovete sapere che il paese di lei è famoso nella zona come covo di pazzi. Ma non pazzi violenti, psicopatici e assassini, ma come bonari mattacchioni, che colorano le case accostando tinte discutibili, tipo viola e arancione, blu di prussia e verde pisello, cose così. Visto da fuori il paesello sembra la fabbrica di cioccolato di willy wonka, e la gente sorride come stordita. Insomma un ottimo paese per farsi due lollate.
Lascio la macchina appena fuori dal paese e mi faccio un giro a casaccio, visto che La Pazza farà ritardo, molto ritardo. In un bar/sala giochi vengo coinvolto in un discorso da un avventore e dal barista. Poi vicino a un parco delle tredicenni mi fanno delle avance. Dei vecchietti seduti su antichi scranni mi recensiscono positivamente mentre passo loro accanto. Sì, è un paese lolloso. A un certo punto lei mi scrive che è a casa e mi aspetta, allora chiedo informazioni a sto tizio che mi fa ah dai io abito lì vicino, ti do uno strappo, sali in macchina! Wow, gentilissimo proprio. Poi mi fa scusa devo fermarmi a ritirare soldi al bancomat, ci metto un secondo. Io rimango incredulo, questa gente è piena di fiducia nel prossimo, mi lascia nella macchina accesa (!) mentre va a ritirare un mazzetto di banconote da 100 euri al bancomat (!!!), poi rientra come se nulla fosse. Troppo forte sto paese.

Arrivo a casa di La Pazza. La casa è aperta e completamente illuminata, ma non vedo campanello. Lo cerco per vari minuti e proprio non lo trovo, così entro e basta.
Faccio un passo nel vialetto e vedo la porta spalancarsi e lei in controluce, come se lei fosse stata tutto il tempo dietro la porta semiaperta ad aspettare il rumore dei miei passi. Uhm, strano.
Mi avvicino. Ciao, eheh ho trovato aperto e, no ma figurati ho lasciato aperto apposta, dai entra!
Constato che non è figa come nelle foto, comunque le tette sono carine; però noto che sta gobba, e ha il collo un po’ corto forse. Un po’ strana, ecco. Mi chino per darle un bacetto. Gli occhi sono se possibile ancora più spalancati e fissi della prima volta che l’ho vista, sembrano di vetro e mi inquietano invero. Ma chi se ne frega.
Appena entro mi sento molto spaesato: noto che non ci sono porte in casa, solo archi, e l’ambiente è semivuoto, le cose sembrano appiccicate alle pareti per fare spazio, ma non si capisce a cosa: che cazzo è, una balera?
Subito mi chiede, per la prima di una lunga serie di volte: vuoi qualcosa da bere, da mangiare?

Io dico no, ero in giro da un po’ e avevo birra in corpo, così le chiedo di usare il bagno, ne avevo proprio un bisogno fottuto.
Grazie a dio almeno il bagno ce l’ha una porta, ma che cazzo di casa di squinternati è questa?
Apro e, con la potenza di una tonnellata di mattoni sulla nuca, l’inconfondibile e pesante olezzo della merda fresca mi investe in pieno. Gh, non esattamente il modo migliore di iniziare un incontro galante, ma d’altronde non lo è nemmeno chiedere subito di entrare a farmi una pisciata. Però, penso, ragazzi che situazione imbarazzante, facciamo finta di nulla, e così arrivo davanti al
(!!!)

WATER!!!



Cazzo ma questa è una sgommata di merda nera di una certa estensione e della consistenza della nutella!

(SUSPENSE!)
Link10 comments|Niente di personale.

[L'angolo del misogino] Parte 2 : sensibilità e buon senso [Sep. 24th, 2008|03:57 pm]
[Tags|]
[Current Music |Procreate the Malformed - Dying Fetus]

La si nota subito, La Pazza. Non tanto per l’aspetto, è una tipa normale tutto sommato, ma per come guarda. Tiene sempre gli occhi aperti, fissi. Non ricordo di averle visto sbattere le palpebre una sola volta, ora che ci penso. E poi perché parla in continuazione, di un misto di medicina ayurvedica, poteri paranormali e sigmund freud. Un mix che attira l’attenzione, non v’è dubbio, e io all’epoca avevo bisogno di credere nel paranormale. Voglio dire, stateci voi con una che si tira indietro quando le proponete di leccarle la fregna adducendo come scusa i fantasmi, alla fine anche se siete sani di mente un po’ ci volete credere anche voi, perché non è possibile che stiate assieme a una autentica malata di mente, un po’ come quelli che dicono ah io sono stato rapito dagli alieni da bambino perché è così che il loro cervello rielabora un evento tipo il papà che li sodomizza. Insomma, alle cose strane che accadono nella vita bisogna dare una spiegazione, anche se questa non è esattamente logica. I want to believe. Comunque, per estensione uno pensa ma no, non era una pazza furiosa quella lì, le ragazze sono tutte un po’ così, e quindi finisci per provare attrazione per squinternate tali e quali a quella. I want to believe II. E così finii per parlare con La Pazza monopolizzandone l’attenzione e la fissità dello sguardo vacuo. Rimanemmo lì per un paio d’ore a parlare di mille e mille cagate e mi venisse un cancro alla prostata se riesco a ricordarne una. Alla fine lei mi chiede il numero. Ecco, questa è una cosa interessante, richiede una spiegaz.
In tutta la mia ventennale esperienza sul pianeta Terra ho potuto constatare una cosa molto strana: ogni volta che facevo del sesso, o quasi, o c’era l’idea di farne ma poi niente, beh tutte queste volte a chiedermi il numero di telefono o altri contatti telematici erano Loro. Sempre. No questo non è vero ma ammetterlo inficerebbe la validità del ragionamento che sto per esporre, cercate di seguirmi mentre costruisco una regola generale partendo da dati sperimentali truccati. Dicevo, queste persone si sono poi rivelate regolarmente (questo dato sperimentale non è truccato) delle persone fortemente disturbate, con rapporti familiari difficili, vittime di abusi a cavallo fra infanzia e adolescenza, orfane, ricche, povere o poverissime, figlie di divorziati, figlie uniche di divorziati, ahah ma ci pensate? Tutta la feccia e gli sbandati del mondo mi piovevano addosso, tutta questa gente con problemi gravissimi mi veniva a bussare alla porta convinta che glieli avrei risolti con la mia bontà d’animo e i miei occhioni dolci, una addirittura era arrivata a dirmi che sembravo un eroe dei fumetti, e ora sono qui a ridere delle loro disgrazie, ahaha se ci penso mi viene, vabbè. Sorvoliamo.
La Pazza si piglia il mio numero e io esco dal CEPU soddisfatto, e il mio amico mi fa eheh, hai fatto conquiste, e io eh sì!, tutto fiero di aver fatto colpo. Guarda mi fa che quella mica è tanto a posto col cervello eh, e io ma dai, sei sicuro, SISSI fidati, e io mah in effetti parlava di cose strane però dai, proprio pazza non sembrava (ovvio, per i miei criteri à la Fox Mulder, come già spiegato). Il fatto che gli altri le parlassero normalmente mi aveva probabilmente fuorviato, mi trovavo per così dire in un punto di accumulazione di casi disperati, dentro un’anomalia statistica, in prossimità dell’estrema periferia della campana gaussiana della normalità. Voglio dire, eravamo nella sala d’aspetto del CEPU, e già lì sembrava un po’ strana. Fuori da lì mi sarebbe sembrata qualcosa a metà strada fra il nano danzerino di Twin Peaks e Chtulhu, forse. Chiedo delucidazioni, cosa intendi per pazza?, beh mi fa l’amico, tipo che lei e altri erano a Roma per una faccenda e stavano in un albergo, lei stava sempre con quel tipo bassottino col cappello da rapper che era anche in sala d’aspetto, e a un certo punto se l’è trascinato in camera e se l’è tenuto tutta la notte, gli ha fatto cinque o sei pompini a ingoio e niente scopare, solo pompini, proprio soffocandosi perché si diverte così, io dico beh, vabè ognuno si diverte come gli pare, mica si dà della pazza a una tipa perché le piace fare pompini, ce ne fossero!, e lui dice serissimo sì, ma lei s’era portata dietro mamma e papà, l’ha portato nella loro stanza e li ha cacciati via tutta notte apposta per farlo. Ah.
Ah, ho detto io, pensando di essere finito sul set di Clerks.
No in realtà questo dialogo non è avvenuto davvero quel giorno, solo la prima parte, la seconda ha avuto luogo mesi e mesi dopo, dopo il nostro secondo e allucinante incontro passato alla storia, ma per non togliere ritmo alla vicenda l’ho collocato adesso perché un altro dialogo con l’amico a distanza di tempo sarebbe stato ridondante e noioso per il lettore. Il fatto dei pompini poi è avvenuto circa un mese dopo quella mattina, quindi tutto ciò è una mistificazione. D’altronde se avessi saputo questo all’epoca difficilmente avrebbe avuto luogo un secondo incontro. Cioè mica sono così scemo, anche se mi impegno alacremente per farlo credere a tutti.

Alla prossima amici per la terza puntata dell’appassionante sceneggiato!
Dite no alla droga e sì all’heavy metal!
LinkNiente di personale.

[intermezzo buFo] Separati alla nascita. [Sep. 23rd, 2008|02:10 am]
[Current Mood |shocked]




ma porca puttana.
un sincero grazie al negromante che mi ha fatto notare la somiglianza ripescando questa reliquia dall'archivio degli orrori 2004.
non ero ancora abbastanza depresso per aver recuperato i chili persi lavorando.
attendo che, dallo stesso set (gita scolastica ad arborea), rispunti fuori la foto dove faccio OK con dietro una montagna di merda di vacca, una perfetta sintesi del mio presente.
SOB.

spartitevi i resti del mio buco del culo. (cit.)
Link3 comments|Niente di personale.

L'angolo del misogino : Tutte pazze, per Lennie (pt. 1) [Sep. 22nd, 2008|03:21 pm]
[Tags|]
[Current Mood |pessimistic]
[Current Music |Temple of the Morning Star - Today Is The Day]

Com’è come non è una mattina mi trovo nella sede della CEPU. No, non era per me, allora ero in lettere ed ero impegnato a fumare da solo sigarette amare sulla scalinata del Magistero e poco altro. No ci accompagnavo un amico.
Questo amico mi dice dai entra, tanto non se ne accorgono, e io sicuro?, e lui ma certo, vai tranquo, ok dico io. Ed entro.
Oh il posto è proprio carino, mi ricorda gli appartamenti di lusso della città, tipo quello dove abitava la mia ex, sì quella troia che per non darmela inventava scuse del tipo che aveva sentito i fantasmi di là, andiamo a vedere, e poi mi faceva mettere l’orecchio al muro e mi diceva lo senti?, e io beh è normale, sarà l’acqua, o il gas o che cazzo ne so, adesso amore mi fai leccare la fregna per piacere?, e lei aaaaah l’ho sentita di nuovo, è quella bambina, piange!, e io ma tesoro, se con quella bambina intendi la mia minchia è vero, piange sì porcodio! Eh, quella lì. Pure ricca era, cazzo, e ci sono stato sette mesi meno un giorno e manco ho usufruito della ricchezza perché sono onesto. Nemmeno le ho rubato i fumetti che affollavano quella cella frigorifera dei sensi che era casa sua. Ma torniamo al CEPU.
Al CEPU c’è una fontanella stile boh, pacchiano, finto antico o magari antico vero, però è gradevolissima alla vista, con tutte le piante vivaci attorno, una pavimentazione da vecchio palazzo curato e ben tenuto, spazzolato ogni giorno, e c’erano delle biciclette parcheggiate fuori dal portone che profumavano di commedia all’italiana e baci rubati allo spuntare della luna.
Entro e l’amico chiama l’ascensore e io NO mi dà fastidio l’ascensore, ho paura dei posti piccoli, e lui eddai ormai è aperto, ok faccio io, ed entro. Argh, il più piccolo ascensore di sempre. Chiudo gli occhi, respiro velocemente, mi vien da vomitare. I 4,5 secondi più brutti della mia, vabbè, settimana diciamo. Lui fa ih ih ih ma davvero ti sei sentito male, io no figurati era per fare la gag.
Veniamo accolti, io lui e altri dieci dodici, in una stanza piccola ma affollata di banchi ma, nonostante questo, accogliente. Questo palazzo così ben fatto e caloroso inizia a darmi sul cazzo, mi sento inferiore, io che al magistero ho cagato pochi giorni prima in un cesso coi piedi annegati in un liquido grigio che ha anche lambito i miei pantaloni. Poi penso ah ah sfighi, io la maturità l’ho già presa senza sganciare soldi, lollercoaster, mi bevo una lmaonade alla facciaccia vostra e indosso i miei lollerskates per andare a pisciare nel vostro cesso. Dopo non avrei avuto così tanto da ridere, quella fu l’ultima volta in cui mi sorpresi a vantarmi di qualcosa, che io ricordi.
Ovviamente, anche il bagno era meglio non solo di quello nel quale avevo cagato in facoltà, ma pure di quello di casa mia. Un goccino di pipì va fuori traiettoria e mi sento in colpa, pulisco tutto con cura, roso dal senso di colpa.
Torno nella stanza, nella quale c’è una specie di riunione di fine anno. I professori fanno discorsi incoraggianti e dicono che le cose vanno molto molto bene con un tono di voce che, anni dopo, avrei sentito in bocca a direttori e manager delle human resources al Forte, quando alle feste del personale ci dicevano che eravamo grandi e che rendevamo grande il Forte con la nostra abnegazione e il nostro impegno costante. Almeno io collego ste due cose, ma non c’è da badarci molto perché io nella vita ho fatto poche cose e molto noiose, e per passare il tempo e renderle interessanti le collego tutte l’una all’altra, così, come mi viene. Poi ci aggiungo un po’ di sarcasmo e di storielle inventate per fare ambiente e dare colore. È così che sono diventato uno dei grandi narratori della mia generazione.
Comunque sia alla fine danno a tutti un’agendina in similpelle neanche malaccio e ci congedano. Gli altri avevano altre cose da fare, forse parlare coi professori uno alla volta, farsi mettere delle firme da qualche parte, non saprei, comunque finiamo in sala d’aspetto. La sala d’aspetto è un posto bellissimo: ci sono macchinette per cibi e bevande funzionanti, fornitissime e anche belle a vedersi. Roba da matti. Dentro fumano tutti quanti, due sventolano delle bustine di fumo con noncuranza, altri bevono caffè, tutti fanno casino e chiacchierano. Io poco abituato a fare amicizia, mi ci butto a pesce. Sembrano degli sfaccendati e con gli sfaccendati ciarlieri in una stanza piccola è facilissimo fare amicizia.
Ed infatti è proprio qui che conosco La Pazza.

(continua…)
Link4 comments|Niente di personale.

dove illustro l'importanza vitale di esprimere con chiarezza un sano disgusto per le cose brutte. [Sep. 21st, 2008|07:45 pm]
[Tags|, , ]
[Current Mood |rejected]
[Current Music |Never Answer The Phone - Today Is The Day]

Non è che io sia intransigente, che giudichi le persone in modo severo e implacabile e che soppesi ogni singola parola pronunciata, pronto a ritorcerla contro chi l’ha detta al mio cospetto alla prima occasione. Che sia, insomma, un insopportabile stracciacazzi. questo la gente dice di me, però non è vero. Io so anche essere una personcina d’oro, davvero.
Però quando, per la milionesima volta nella mia vita, parlando di musica sento oscenità del tipo:

Beh, magari a te i [xxx] fanno cagare sassi e acqua, però dal punto di vista tecnico [yyy] e [zzz] sono ineccepibili, non puoi negarlo!

e

Certo fanno musica di merda, senza dubbio, ma il batterista [ccc] fa bene il suo lavoro, questo è fuori discussione!

e per giunta:

Ah come album è una porcheria infame ed è vergognoso che certe canzoni siano state anche solo pensate, però c’è un lavoro di produzione dietro veramente stellare!

ecco, io sento di non amare più l’umanità.
Mi raccomando, sempre portare rispetto per il lavoro altrui (qualunque esso sia), eh!
Ah però occhio: rispetto sì, ma sempre che il lavoro sia ben fatto secondo i criteri coi quali tradizionalmente si giudica il genere “stocazzo” o “stammerda”, attenzione a non giudicare uscendo dall’ottica giusta perché poi si finisce per non avere, del tale o talaltro mucchio di merda fasulla e banale, una corretta visione o, peggio ancora, di non poterlo collocare storicamente. Non sia mai!
Se poi l'autore è un noto genio, prima di pensare che abbia fatto una puttanata stai bene attento a valutare tutte le altre ipotesi, a sminuzzare il suo lavoro in ogni sua infinitesima parte, magari è talmente genio che non te ne rendi conto, e comunque sia ovviamente ci saranno delle cose interessanti e varrà sempre la pena dare attenzione a ogni minuzia, anche perdendo di vista il fatto che complessivamente il lavoro sia una cagata.(*)
Non si può dire mica che una cosa ti fa schifo, rischi di apparire come uno che non se ne intende, che parla senza aver soppesato tutti gli elementi in gioco. Devi innanzitutto avere un pedigree dei musicisti bene in mente, conoscere la strumentazione e il set di batteria usati, ricordare gli album curati dallo stesso produttore e così via. Se poi le canzoni in sé sono un’accozzaglia di riff stantii incollati malamente l’uno all’altro da pattern di batteria ridicoli e ridondanti, e tutto il resto sia un contraddittorio mix di citazionismo (=plagi) e manie di protagonismo individuali, poco importa. Senti con quanta perizia suonano queste cagate!

[la metafora sessuale che riassume umoristicamente l’ignavia de’ giorni nostri]
Ah guarda l’ergastolano psicopatico assassino di bambini col quale mi hanno messo in cella è indubbiamente un individuo spregevole e mi ha sbattuto faccia al muro per poi violentarmi ripetutamente, però ha un pene veramente bello e grosso e sa come usarlo, bisogna dargliene atto!
[fine]


Senti, senti com’è pulito il suono e com’è alto il volume della registrazione! È altissimo, senti com’è altissimissimo il fottuto volume del cazzo di questa orrenda canzone(**)! E senti i suoni dei tom come sono profondi in questo passaggio che troverebbe prevedibile anche un capraio zufolante dell’Herat, proprio belli!

Ve li meritate, i Dream Theater. E anche tutti i side-project fra i quali come non citare gli OSI e i Transatlantic, o i Liquid Tension Experiment.
Vi meritate copertine come questa, che esprimano per benino la vostra mediocrità(***).
Vi meritate l’ultimo aborto dei Metallica, quello precedente, la visione simultanea dell’MTV Icon con loro ospiti d’onore, del film-verità(?) “Some kind of monster” e di questo videoclip.
Vi meritate i film di Marilyn Manson allegati ai suoi cd.
Vi meritate che i Chicago siano diventati un classico del rock, e Pappalardo che canta nel tributo a Battisti.
Vi meritate i MISFITS DI JERRY ONLY.

Poi continuate a chiedervi perché non escano più album come questo:



(Ma nemmeno come questo o questo, per dirla tutta.)

Continuate a segarvi sui vostri grandi turnisti che non sanno pensare una sequenza decente di note ma suonano DA DIO quelle degli altri, eiaculate sangue sui vostri cazzo di suoni vintage, sulla vostra musica wave-revival, sui synth vecchio stile (AAAAHHHHHHH!!) e sui Baustelle di "La Malavita"(****).

Statemi a sentire, avvicinate l’orecchio, luce dei miei occhi vecchi e appannati: non fidatevi mai, mai, MAI di persone che dicono di trovare sempre qualcosa di buono nelle cose; di quelli che non dicono mai che un cd è una merda ma hanno la bocca piena di “capolavori”; di quelli che non si sbilanciano mai, che a confronto Weltroni è un personaggio scomodo.
Sono proprio loro, apparentemente ignavi, a emettere i più devastanti e inappellabili giudizi nei confronti delle persone, a scacciarle dal circoletto, a estrometterle nel modo più vigliacco e infame(*****).
Evitateli come la peste. Teneteli lontani, insultateli, accoltellateli alla cistifellea.
Date loro un cazzo di motivo vero per odiarvi e costringeteli a prendere una posizione netta.
Per il bene di tutti.

Sì, sto rosicando.
Ma ascoltare “Sadness Will Prevail” dei Today Is The Day aiuta a digerire.


_____________________________
(*) : un nome e un cognome? Roger Waters. Ça Ira, porcodio, ÇA IRA. Per dirne una.

(**) : sì ok, Raw Power nel missaggio del 1997 a cura di Bruce Dickinson (fedele al master originario voluto da Iggy Pop, non agli smanettamenti di Bowie del 73) è forse "The Loudest Album Ever" e tutto questo alzare i volumi sta uccidendo la musica assieme ad altre 2 * 1048 cose, ma è tutta un'altra storia, va bene?

(***) : cazzo non riesco a non pensare ai loro fan in ufficio giocherellare con quelle cazzo di palline da scrivania col sorriso sulle labbra mentre guardano i video su YT. è un'immagine che mi stringe il cuore, a suo modo è un qualcosa che salta a pié pari il cane con tre zampe degli Alice In Chains.

(****) : sì, lo ammetto. il "Sussidiario illustrato" mi piace, e "La canzone del riformatorio" è una canzone stupenda, coi controcoglioni. se lo sogna bianconi di scrivere un pezzo così, adesso. godetevi la classifica, froci, bravi così.

(*****) : un giorno vi dirò cosa penso dello struggimento interiore di Roger Waters. Wish You Were Here, diocane, brutto ipocrita sepolcro imbiancato figlio di una troia vietnamita con l’aids. WISH YOU WERE HERE.
LinkNiente di personale.

navigation
[ viewing | most recent entries ]
[ go | earlier ]